♥. A Cuba Raul Castro legalizza il transessualismo: PDF Stampa

Raul Castro continua nel processo di liberalizzazioni avviato con il suo arrivo nella poltrona che per cinquant'anni è stata di suo fratello Fidel. Ma quella più recente non riguarda l'economia e è destinata ad avere ripercussioni sociali e culturali molto vaste: Raul ha infatti legalizzato le operazioni chirurgiche per cambiare sesso. Lo ha annunciato venerdì il Centro nazionale di educazione sessuale (Cenesex) diretto da Mariela Castro, che altri non è se non la figlia del presidente Raul Castro nonché la nipote dell'anziano ex dittatore.

Gli interventi per cambiare sesso sono stati autorizzati da un decreto firmato la settimana scorsa dal ministro della Sanità José Ramon Balaguer. Una commissione nazionale per i transessuali controllerà questo tipo di intervento chirurgico che sarà effettuato dal «sistema di sanità pubblica nazionale», ha indicato il Cenesex. Sessuologa di formazione, Mariela Castro ha lanciato a maggio un'importante campagna contro l'omofobia, con l'appoggio ufficiale del padre e del partito comunista cubano (Pcc).

Più di cento cubani hanno ufficialmente fatto richiesta alle autorità di essere riconosciuti come transessuali dal 1979, ha affermato Mariela recentemente alla rivista Bohemia. Ventisette di loro beneficiano di un «trattamento ormonale» e possono essere sottoposti a un intervento per il cambio del sesso «se le condizioni di salute lo permetteranno e se lo vorranno», ha precisato. Dagli anni '60, gli omosessuali sono messi al bando dal regime cubano e alcuni di loro sono reclusi nei campi di lavoro. La politica omofoba adottata finora dal regime ha costretto nell'ombra una fetta della popolazione, censurato artisti, cineasti sono stati costretti a espatriare e turisti omosex hanno finora cercato di evitare l'isola caraibica.

 
 

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♥. Il ministro Rotondi chiama la transessuale Castellana per i DiDoRe:

Il ministro ha chiesto alla dottoressa transessuale di partecipare all’elaborazione di una legge sulle coppie di fatto. La candidata alle provinciali nel tavolo tecnico, accolta la richiesta dell’istituzione di centri d’ascolto.
Martina Castellana siederà al tavolo tecnico istituito dal ministro per l’attuazione del programma di governo Gianfranco Rotondi per elaborare una legge
Il ministro Rotondi e la candidata al Consiglio provinciale della lista ‘Alleanza per Cirielli’ si sono incontrati l’altro ieri all’inaugurazione della prima Parafarmacia di Aquamela di Baronissi, definendo il contributo che il medico transessuale salernitano potrà dare alla discussione.
L’incontro, come ha sottolineato la stessa Castellana, è avvenuto all’insegna di una ritrovata conciliazione tra mondo cattolico e quello laico proprio per una più ampia rivalutazione dei diritti da riconoscere alla società civile. Il ministro Rotondi già da tempo ha dichiarato la precisa volontà di non volere fondare un nuovo istituto familiare ma di essere attento ai diritti individuali ed è certo che la sua proposta di legge sarà condivisa anche dal mondo cattolico così vigile verso i diritti fondamentali della persona.
Martina Castellana si è felicitata di una tale apertura, ritenendo che la sua candidatura «è stata voluta proprio per rispondere alla esigenza dalla società civile sempre meno legata al bisogno di definizioni rigide e statiche proprio per la raggiunta consapevolezza delle infinite stratificazioni culturali, sociali e identitarie che la compongono». L’invito che la dottoressa ha ricevuto dalla coalizione di centrodestra a candidarsi alle elezioni provinciali ha significato, infatti, «vedere riconosciuta l’assoluta attualità della propria figura sociale proprio perché le configurazioni identitarie e trasversali più complesse hanno acquisito finalmente cittadinanza». Il ministro Rotondi ha quindi invitato la dottoressa Castellana a partecipare al tavolo tecnico per un confronto sulla legge sulle coppie di fatto. Il provvedimento in questione (conosciuto come DiDo- Re) è in discussione in parlamento. in questione e ha condiviso in pieno l’idea della dottoressa di istituire in provincia di Salerno centri di ascolto per tutti coloro che intendono intraprendere il percorso di adeguamento e rettificazione dei caratteri sessuali.