Pinocchio non è più il bambino che vuole diventare grande, ma quello che vuole diventare bambina. Succede ne “Il burattino che mentiva”, uno dei sei racconti di “Le favole non dette”, pubblicato da Vladimir Luxuria (prima trans parlamentare in Europa) per Bompiani (pagine 210, euro 16,50). Cosa aspettarsi? Un mix di favole classiche come Pinocchio, la Sirenetta e il Brutto Anatroccolo rivisitate in chiave moderna e tre storie inedite, inventate dall’ex parlamentare ed ispirate alle sue vicende personali. Come mai ha deciso di scrivere un libro di favole sull’infanzia e sull’adolescenza trans? “Perché ancora oggi si pensa che le fenomenologia transgender sia un capriccio, un dispetto, una perversione. Questo libro nasce dall’esigenza di smuovere il pensiero della gente che ci vede diversi”. Oltre alla promozione del libro che progetti ha per i prossimi mesi? “Vorrei dedicarmi molto al teatro. Parteciperò Festival Confinando a Sarzana e poi mi piacerebbe realizzare un adattamento teatrale di queste favole”. Sulle pagine di tutti i giornali in questi giorni si parla della separazione Lario-Berlusconi, diventata ormai una faccenda politica. Cosa ne pensa? “Il divorzio è stata buttato sul piano politico da Berlusconi, che lo ha definito un complotto orchestrato dalla sinistra. Alla fine anche questa storia è finita nel tritacarne della dittatura del privato. Invece Dario Franceschini, nel commentare a caldo che non era affar suo, era stato impeccabile”. A proposito, qual è il suo giudizio su Dario Franceschini? “Per essere un tappabuchi, un uomo che non pensava di diventare leader e non si è preparato in quella direzione, Dario Franceschini credo sia all’altezza del ruolo”. Dalla politica alla sfera personale. Chiudiamo con una curiosità: è vero che ha una passione sfrenata per le cartoline? “Assolutamente sì! Le ho catalogate, ordinate, divise per regioni. Di qualunque quadro o palazzo rimanga colpita quando sono in viaggio, compro subito la cartolina. E se non la trovo scatto una foto. Ho una collezione vastissima, penso rappresentino il desiderio di prolungare il viaggio, il mio essere in movimento. Non mi piace la staticità, amo l'idea di poter essere contemporaneamente in più luoghi”. |