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Questa è una di quelle notizie destinate ascatenare polemiche e a riaccendere il vecchio dibattito sul fatto che il proprio orientamento sessuale si scelga o sia, in qualche modo, imposto dalla natura. Secondo i ricercatori del Prince's Henry Institute of Medical Research del Monash Medical Center sostengono di avere scoperto quale differenza genetica sta alla base del transessualismo. Non una scelta, quindi, stando allo studio australiano, ma una questione di geni. Per la precisione la scoperta si basa sulla presenza, in 112 uomini transessuali, di una versione più lunga del normale di un recettore androgeno. "E questa caratteristica - rivelano su Biological Psychiatry - determina un segnale più debole dell'ormone maschile, il testosterone". In ogni caso, aggiungono gli scienziati, "ci sono altri interruttori genetici sospettati di avere un ruolo nel transessualismo da uomo a donna".
Al di là di tutto, il risultato di questa ricerca pone l'accento su presunte cause biologiche e non psicosociali, di scelte personali o quant'altro. "Il recettore del testosterone meno efficiente - ipotizza la ricercatrice australiana Lauren Hare - potrebbe influire nello sviluppo cerebrale sin dal feto". E se così fosse, aggiunge Vincent Harley, "lo stigma sociale che addita l'identità transessuale come una scelta di vita verrebbe meno, lasciando il campo a una spiegazione biologica". Come se scegliere di vivere la propria vita in maniera più consona ai propri desideri fosse condannabile più che ritrovarsi a farlo per "cause di forza maggiore".
In ogni caso, la sperimentazione continuerà su un campione più ampio di persone, sebbene questo sia già il più vasto studio condotto in questo campo, in termini di persone coinvolte ed esaminate. |
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 Negli ultimi venti anni sempre più omosessuali, gay, lesbiche, transgender e transessuali appaiono sul piccolo schermo. La quantità e la qualità di queste rappresentazioni e le conseguenze di questa accresciuta visibilità sono però ancora tutte da capire.
Luca Malici, ricercatore dell’Università di Birmingham in Gran Bretagna invita tutti a partecipare ad un progetto di ricerca che sta portando avanti e che riguarda, appunto, la rappresentazione di identità Queer negli ultimi anni di televisione Italiana (con particolare riferimento alla televisione generalista).
Per partecipare basta rispondere ad alcune domande in forma anonima
clicca qui per partecipare al sondaggo |
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Un calendario di foto con trans in pose sexy. Cosi’ i transgender genovesi rispondono al Comune che vuole chiudere i bassi del Ghetto.
Fa il verso al ‘Yes we can’ di Obama lo slogan, ‘Si’, possiamo’, del comitato per i diritti dei transgender ‘Princesa’. Insieme a don Gallo presentera’ domani alla stampa, nella sede della comunita’, il calendario 2009 con una foto per mese dedicata ad alcune trans fotografate sull’uscio dei locali al piano terra del centro storico, dove ricevono i clienti. |
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Dallo scorso 26 ottobre viene mandato in onda il nuovo spot della Twingo con lo slogan Vivi il tuo tempo. Quello qui sopra è proprio un passo avanti nel tempo, soprattutto visto che viene trasmesso in Italia sia dalla RAI che da Mediaset. Vedere per credere. Lo ritireranno? |
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Una volta la prima donna dello show del Bagaglino era Valeria Marini, con tutte la sua abbondanza. Poi c'è stata Pamelona Prati, senza un filo di cellulite manco oggi che ha 50 anni. Infine Aida Yespica, che stringeva la mano ai ministri stando in piedi sul palco, in mutande e con un solo braccio a coprirsi le tette, come se nulla fosse. Nel mezzo tante altre bellone.
Questa volta però il ruolo di star dell'immortale spettacolo (demenziale, va detto) di Pingitore sarà di Silvia Burgio, la concorrente transgender dell'ultimo Grande Fratello. Dopo il reality la ragazza s'era fatta operare per cambiare definitivamente sesso e ora è pronta per la tv. Nel cast, accanto all'immancabile presentatore Pippo Franco, ci saranno anche Manila Nazzaro, Antonella Mosetti e Justine Mattera. Che ne pensi? |
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A caso...
Nel corso del prossimo Gay Pride di Giugno verrà presentata la nuova linea di make up fatta apposta i transessuali. La linea in questione è stata creata dalla genovese Aufra, e già dalla prossima settimana verrà venduta nel nuovo store di via Macelli di Soziglia “Espressioni Italiane“. A creare questo nuovo e curioso prodotto sono state due donne genovesi: Maura Granelli, direttore marketing dell’azienda che commercializza i prodotti, e Franca Valescu, titolare della società, le quali hanno raccontato che: «XY fa parte di una linea di cosmetici che si chiama Vent de Genes che esiste da alcuni anni e che si può trovare nei negozi specializzati (anche via mail ad aufra@libero.it). Ci siamo rese conto che sul mercato esistono molti prodotti che vengono utilizzati dai trans, ma non è mai stata commercializzata una linea ad hoc. Abbiamo avuto molte richieste al riguardo da parte di transessuali genovesi e in generale italiani, ma anche da stranieri che vivono in Italia». Nonostante tutto ciò riguardi una limitata parte della popolazione italiana, il fatto che le due donne abbiano avuto il via libera da parte degli organizzatori del Gay pride è qualcosa che fa ben sperare. Una confezione di crema XY avrà un costo che si aggira sui 17 euro, ed un euro verrà devoluto a favore di iniziative sociali o solidaristiche. Il motivo per cui un transessuale dovrebbe comprare una crema “XY” è presto detto: «Si tratta di un agente anti pilifero, che pur non bloccandola, inibisce la crescita dei peli superflui per i trans, come quelli della barba ad esempio. Inoltre la crema è composta con un agente chimico rassodante, che dovrebbe rispondere a una seconda esigenza dei transessuali, spesso interessati a interventi di cosmetica che riescano ad ammorbidire le forme» Testimonial della campagna pubblicitaria sarà una trans che vive a Genova, Giulia De Filippo, attrice teatrale. |
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