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Se nel dicembre 2007 il Parlamento del Kuwait aveva reso illegale il travestitismo e aveva lanciato una campagna di repressione dei costumi abbondantemente pubblicizzata sui ‘media’ nazionali. Oggi qualcosa è cambiato. Infatti il 15 settembre 2008 le autorità religiose del Kuwait hanno fatto un passo avanti: in una sentenza religiosa dello sceicco Rachid Saad Alalimi, il cambiamento di sesso è stato definito come non in contrasto con l’islam sannita.
Tuttavia questa sentenza religiosa pone ugualmente dei limiti a questa nuova tolleranza. Viene fatta una distinzione tra gli omosessuali ed i transessuali. Questi ultimi sono considerati come dei pazienti in attesa di cure, mentre gli omosessuali sono considerati sempre come peccatori che violano la legge divina, perché praticano la sodomia. |
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Da Oltremanica ci arriva ancora una volta una curiosa notizia. Alla Manchester University l’assemblea studentesca ha deciso di mandare in pensione gli omini che classicamente distinguono i bagni per donne da quelli degli uomini.
I bagni sono ora distinti semplicemente fra bagni con o senza orinatoi. La decisione è arrivata grazie alle continue richieste delle studentesse transessuali che avevano più volte segnalato le loro difficoltà nell’utilizzare i bagni divisi per genere, vivendo come una violenza l’utilizzo del bagno dedicato al proprio sesso originario.
“Non devi esser stato necessariamente operato; se sei nato col corpo di una donna ma senti di essere un uomo, basta che ti senta tale”.
Questo ha dichiarato una studentessa trans “FtoM” alla BBC. Non è dunque una questione prettamente biologica e fisiologica ed è questo il motivo per cui questi piccoli ma significativi cambiamenti incontrano ancora la resistenza di molti.Infatti alcuni altri studenti, soprattutto ragazze, non hanno accettato di buon grado il dover dividere il bagno con ragazzi. Intanto sul giornale universitario è già apparsa una lettera di protesta di chi è certo che l’Unione Studentesca sarà presto sommersa di reclami di ragazze esasperate dalle condizoni in cui i maschietti lascerebbero i bagni dopo l’uso.
Chissà cosa ne penserebbe Elisabetta Gardini! E voi come la vedete? |
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Mesi di eros travolgente con un trans quelli vissuti da Carlo Ripa di Meana alcuni anni fa. Ne ha parlato lo stesso conte in un’intervista a Libero. Lei si chiamava Gianna. "Rossa, gambe forti, vocione profondo, tanga amaranto. Passeggiava al Parco Ravizza, appena mi toccò esplose la passione" ha confessato Ripa di Meana, svelando i dettagli di quella storia clandestina.
"Furono notti segrete e voluttuose. Un amore violento - racconta l’ambientalista, che il prossimo anno compirà 80 anni - la vedevo bellissima, a parte le mani tozze e la barba che ricresceva al mattino".
Era il 1970 e Ripa di Meana era già impegnato in politica. "La feci salire sulla mia Giulia, tornando da un giro elettorale tra Mantova e Cremona, digiuno, stanco e sudato" ricorda.
La storia durò qualche tempo. E non solo per l’intesa fisica tra i due. Gianna era "molto sensibile", ma rimase nell’ombra e il conte non ne parlò a nessuno, neanche agli amici fidati.
Qualche anno dopo l’incontro con la moglie attuale, Marina, già sposata e separata da Alessandro Lante della Rovere. La stessa Marina, nell’intervista al marito, non manca di dire la sua. "Quando ho conosciuto Carlo avevo altri due fidanzati e mezzo e la mia cameriera diceva che dovevo cambiare sangue perché ero ninfomane". Quanto ai loro desideri di coppia, Carlo e Marina confessano che ne hanno ancora. "Sogniamo un’orgia con Gianni Nannini" ammettono. |
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Passo avanti storico in Argentina per i diritti delle persone transessuali. Per la prima volta una trans - biologicamente maschio, ma mentalmente donna - ha ottenuto il diritto di cambiare sesso sui documenti d’identità senza doversi sottoporre all’operazione chirurgica genitale. Un giudice di Mar de la plata ha autorizzato Tania Luna, 25 anni, a utilizzare ufficialmente il nome che lei stessa ha scelto dall’età di 16 anni.
Nella sua sentenza Pedro Hooft sostiene che condizionare il cambio dei documenti a un’operazione di chirurgia sarebbe una violazione per i diritti della persona e ridurrebbe la sessualità a una sola delle sue componenti, quella degli organi genitali, senza considerare la personalità e l’identità. Finora in Argentina era possibile ottenere la riassegnazione dei documenti solo dopo un intervento.
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Sembra che i palinsesti televisivi autunnali vogliano battersi a colpi queer. Dopo diversi rumor sulla sua eventuale partecipazione all’Isola dei famosi con la quale è invece attualmente alle prese Vladimir Luxuria, pare ormai ufficiale, come rivela Tv Sorrisi e Canzoni, che Mediaset abbia deciso di inserire Maurizia Paradiso nel cast della nuova edizione de La Talpa.
Due carriere diverse ma delle esperienze di vita comuni quelle delle due protagoniste dei reality d’autunno. Luxuria una vita votata all’intrattenimento fra Muccassassina , i teatri, all’associazionismo e, negli ultimi due anni, alla politica; la Paradiso, completato a soli 23 anni il suo percorso di transizione, nel mondo dello spettacolo televisivo (e pornografico) è invece di casa. Racconta Maurizia in “I travestiti vanno in paradiso”:
“Ho deciso di operarmi a vent’anni e a 23 l’ho fatto. Pensavo che questo avrebbe reso più facile la mia vita. E invece quella sofferenza non è mai sparita. Anzi, si è raddoppiata: se prima portavi la croce, con l’operazione ti viene messa la corona di spine.”
Entrambe nelle loro recenti autobiografie hanno raccontato le difficoltà di infanzia ed adolescenza, delle paure, delle violenze psicologiche e talvolta anche fisiche che accomunavano tanto la Milano bene quanto la provincia del sud. |
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In vista della giornata mondiale contro l’omofobia del 17 maggio, l’Università si tinge dei colori dell’arcobaleno per combattere la discriminazione delle persone omosessuali e transessuali. Sabato 16 maggio 2009 le vie di Torino faranno da sfondo al Gay Pride regionale, che avrà come tema la lotta all’omofobia ed il divario Italia-Europa per quanto riguarda il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. In attesa del corteo di sabato, venerdì 15 la sede universitaria di via Sant’Ottavio accoglierà una serie di iniziative per sensibilizzare studenti, professori e la stessa istituzione universitaria sui temi dell’ omofobia e della transfobia. La giornata si prevede intensa e ricca di appuntamenti: a farla da protagonisti saranno l’arte, il dibattito, la cultura, il cinema, la musica e l’intrattenimento. Alle ore 10.00 il laboratorio multimediale G. Quazza (seminterrato di Palazzo nuovo) ospiterà il seminario “Dal pregiudizio alle soggettività trans, lesbica e gay: stereotipi, rappresentazioni culturali e auto rappresentazioni”. Il seminario vuole proporsi come un momento di riflessione e confronto tra studiosi/e, attivisti e operatori culturali sull’analisi dei processi culturali che ruotano attorno alla sfida agli stereotipi ed ai pregiudizi che alimentano l’omofobia e la transfobia. A coordinare sarà la professoressa Liliana Ellena, docente di storia delle donne e di genere presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Nel primo pomeriggio Don Franco Barbero sarà protagonista della conferenza “Una voce fuori dal coro”, nella quale racconterà la sua esperienza in netta controtendenza rispetto all’orientamento generale della Chiesa. L’ex parroco di Pinerolo affronterà temi quali la lotta contro il pregiudizio e contro le terapie riparative per guarire gli omosessuali, l’impegno comune tra credenti e non credenti per una società dei diritti e della responsabilità, e la non contraddizione tra esperienza omosessuale ed esperienza cristiana. A seguire, nel pomeriggio, sempre nel laboratorio multimediale Quazza, verrà proiettato il film Stonewall del regista Nigel Finch, pellicola cult per la storia Glbt che ripercorre gli albori delle rivendicazioni dell’attivismo omosessuale. A concludere l’Unipride una serie di attività saranno organizzate nello spazio antistante Palazzo Nuovo, tra le quali la realizzazione dal vivo di un’opera a tema da parte di alcuni writers professionisti. Ricordiamo inoltre che a partire dal 13 maggio e fino al 16 maggio, una mostra sarà allestita nell’atrio di Palazzo Nuovo per rappresentare, attraverso fotografie, dipinti e fumetti, l’integrazione e la non integrazione delle persone GLBT nella società. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione culturale LA JUNGLA, in collaborazione con UnitoGLBT ed il Coordinamento Torino Pride, col patrocino della Provincia e del Comune di Torino. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.lajungla.org. |
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