♥. Papa, "No ai cambi di sesso": PDF Stampa

Non è l'uomo che decide il genere sessuale, è Dio che stabilisce chi è uomo e chi è donna. Benedetto XVI, rivolgendosi alla curia romana per gli auguri di Natale, si sofferma sul termine "gender". "L'uomo vuole farsi da solo e disporre sempre ed esclusivamente da solo ciò che lo riguarda. In questo modo - sottolinea il Pontefice - vive contro la verità". "Il matrimonio tra uomo e donna - dice il Papa - è un sacramento istituito da Cristo".

"Non è una metafisica superata, se la Chiesa parla della natura dell'essere umano come uomo e donna e chiede che quest'ordine della creazione venga rispettato", afferma Benedetto XVI per spiegare la posizione della Santa Sede contro la discriminazione dei gay ma anche contro l'equiparazione di queste coppie a quelle eterosessuali. "Qui - spiega il Papa - si tratta di fatto della fede nel Creatore e dell'ascolto del linguaggio della creazione, il cui disprezzo sarebbe un'autodistruzione dell'uomo e quindi una distruzione dell'opera stessa di Dio".

Il Papa ricorda la natura umana di "uomo" e "donna" e auspica una "ecologia dell'uomo" che lo protegga dalla autodistruzione. "Le foreste tropicali - osserva il Pontefice - meritano sì la nostra protezione, ma non la merita meno l'uomo come creatura, nella quale è iscritto un messaggio che non significa contraddizione con la nostra libertà, ma sua condizione". A "partire da questa prospettiva papa Ratzinger suggerisce di "rileggere la Humanae vitae: l'intenzione di papa Paolo VI - dice - era di difendere l'amore contro la sessualità come consumo, il futuro contro la pretesa esclusiva del presente e la natura dell'uomo contro la sua manipolazione".

"Il Pontefice non è una rock star"

Nel discorso rivolto a cardinali e vescovi della curia romana, ricevuti in udienza per il tradizionale scambio degli auguri natalizi, il Papa ha anche ricordato le Giornate Mondiali della Gioventù: non sono, ha precisato Benedetto XVI, "dei festival rock modificato in senso ecclesiale con il Papa quale star". Le Giornate Mondiali della Gioventù di Sydney sono una "festa della gioia" che "alla fine ha coinvolto anche i riluttanti - ha ricordato il Papa - alla fine nessuno si è sentito molestato". "Analisi in voga tendono a considerare queste giornate come una variante della moderna cultura giovanile, come una specie di festival rock modificato in senso ecclesiale con il Papa quale star. Con o senza la fede - ha aggiunto Ratzinger - questi festival sarebbero in fondo sempre la stessa cosa, e così si pensa di poter rimuovere la questione su Dio. Ci sono anche voci cattoliche che vanno in questa direzione valutando tutto ciò come un grande spettacolo, anche bello, ma di poco significato per la questione sulla fede e sulla presenza del Vangelo nel nostro tempo. Sarebbero momenti di una festosa estasi, che però in fin dei conti lascerebbero poi tutto come prima, senza influire in modo più profondo sulla vita". Dunque, ha ripetuto il Pontefice, "il Papa non è la star intorno alla quale gira il tutto. Egli è totalmente e solamente Vicario. Rimanda all'Altro che sta in mezzo a noi".

 
♥. La mia famiglia "Paola Cortellesi": PDF Stampa

Ramòn non è un bambino come gli altri. Ramòn ha un desiderio: diventare, un giorno, Manuela.
Una sublime Paola Cortellesi in uno straordinario monologo scritto da Massimiliano Bruno in onda su Raitre alla trasmissione "A Non Perdiamoci Di Vista":

 
♥. Brescia nega il memorial per i transgender: PDF Stampa

Gli organizzatori protestano. E Rifondazione si associa.

Oggi si celebra la giornata dedicata al ricordo delle vittime transessuali della violenza omofoba (Tdor, il transgender day of remembrance).

La giornata sarà celebrata in buona parte del mondo, ma non a Brescia. L’associazione bresciana transessuale Lily Elbe, aveva pensato a una iniziativa in largo Formentone a una «semplice esposizione di alcune croci con i nomi delle molte vittime transgender, assassinate negli ultimi anni in Italia e all’estero». Ma la Giunta non ha concesso l’uso della piazza all’associazione.
È stato lo stesso sindaco Adriano Paroli a negare l’autorizzazione. Il primo cittadino ha valutato la richiesta, considerato il tenore della manifestazione. Dopo l’esame, anche dell’associazione promotrice, il sindaco ha stabilito che «non ci fossero i requisiti necessari e che la concessione dello spazio pubblico non fosse opportuna».
La decisione non è stata presa di buon grado dai promotori dell’iniziativa.
«Ad oggi ci sfuggono le motivazioni - prosegue la nota sottoscritta dall’associazione Lily Elbe, Orlando e Agedo - per cui una piazza pubblica (e non uno spazio privato ad appannaggio dell’amministrazione) non possa essere concessa a una iniziativa di sensibilizzazione, tanto più se rivolta al ricordo di persone uccise dalla violenza e dall’odio. Reputiamo davvero incredibile che alla discriminazione che queste persone già devono patire in vita, si voglia aggiungere anche un ulteriore spregio, negando la possibilità di una denuncia sociale e di una sensibilizzazione che porti all’attenzione dell’opinione pubblica il problema della sicurezza delle persone transgender e il dramma della violenza di cui sono vittime. La giunta di Brescia discrimina in questo modo anche i morti».
Ma il disappunto delle tre associazioni va anche oltre: «Un ulteriore schiaffo a quella città solidale in cui credevamo di vivere, un passo indietro nell’affermazione di una città popolata da molte comunità e differenze a cui una saggia Amministrazione dovrebbe guardare con attenzione e non con sospetto».
Contro la decisione della giunta Paroli si schiera il partito della Rifondazione Comunista. «L’Italia dal punto di vista delle libertà e dei diritti - si legge in una nota della segreteria provinciale Prc - ha subito un’involuzione che l’ha fatta slittare agli ultimi posti della classifica europea. A questo quadro nazionale a Brescia la giunta Paroli volentieri si adegua negando la possibilità all’associazione Lily Elbe di tenere la manifestazione in largo Formentone. Crediamo che nessuna giunta possa opporsi alla legittima volontà democratica di manifestare e possa chiudere spazi di democrazia che nessuna amministrazione precedente aveva mai negato». Prc promette di far leva sulla giunta «perchè receda da questa assurda decisione».

 
♥. Giappione, a ruba reggiseni per uomo: PDF Stampa

Un'azienda di lingerie giapponese ha scoperto che anche gli uomini amano comprare e mettere il reggiseno. In sole due settimane un negozio di intimo di Tokyo ne ha venduti oltre 300 modelli per 2800 yen l'uno, circa 24 euro. L'identikit del cliente è da ricercare nel numero di giapponesi che stanno cercando la loro anima femminile e che, racconta il direttore del punto vendita, esclamano: "Wow, erano anni che lo aspettavamo".

"Penso che sempre più uomini siano interessati ai reggiseni. Da quando abbiamo lanciato quello per uomini, abbiamo avuto solo feedback positivi dai clienti", ha detto Akiko Okunomiya, direttrice del negozio Wishroom.

Ma il reggiseno - disponibile in nero, rosa e bianco - non è un articolo facile da vendere per tutti gli uomini. Oltre all'entusiasmo dei nuovi acquirenti c'è anche un'aspra polemica su Mixi, il social network giapponese più in voga. Da una parte chi esalta la vestibilità del reggiseno sotto gli abiti maschili e chi bolla l'iniziativa commerciale come inopportuna.

 
♥. Isola dei famosi a Vladimir Luxuria: PDF Stampa

Con una percentuale del 56% Vladimir Luxuria, arrivata in finale contro la modella Belen Rodriguez, ha vinto la sesta edizione dell’Isola dei Famosi.

Esponente di punta della comunità LGBT, fra le organizzatrici del primo RomaPride nel 1994 e direttrice artistica di Muccassassina, l’ex parlamentare di Rifondazione Comunista, classe 1965, una vita divisa fra l’impegno politico ed il mondo dello spettacolo, era stata fortemente criticata, soprattutto dai suoi ex compagni in Parlamento, per la sua partecipazione al reality di RaiDue. Vladimir, che aveva inizialmente smentito la sua partecipazione, ha poi più volte affermato che avrebbe preso parte allo show condotto da Simona Ventura per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi del mondo LGBT.

Sembra che aggiudicandosi i 200.000€ del premio finale, metà dei quali andranno devoluti all’Unicef, la prima parlamentare transgender, che alla domanda «Isola o Parlamento?» ha annunciato a tutti gli effetti, anche in occasione delle prossime elezioni europee, una pausa dalla scena politica istituzionale , abbia centrato in pieno il bersaglio zittendo le voci di quanti, anche nel mondo LGBT, erano scettici sulla sua partecipazione al programma.

Certo rimane però in bocca l’amaro di una vittoria che è di fatto soltanto una bella eccezione in un paese dove le notizie di cronaca raccontano di un’omofobia e di una transfobia costantemente all’ordine del giorno. E voi cosa ne pensate? La presenza e la vittoria in Tv di Vladimir saranno davvero servite a far sì che molte persone d’ora in poi inizino a farsi domande e a cercare delle risposte reali sul mondo LGBT e ad imparare a cercare di conoscere in prima persona e senza barriere di sorta qualcosa su cui fino a quel momento avevano un pregiudizio?

 
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♥. Francia, svolta sui transessuali: mai più considerati come 'malati mentali'

 

Parigi, 17 mag. (Adnkronos/Dpa).

La transessualita' non sara' piu' considerata una malattia mentale in Francia. Lo riferiscono i media locali, spiegando che il ministro della Sanita' Roselyne Bachelot, intende dare un "chiaro segnale" nella giornata internazionale contro l'omofobia che si celebra oggi. Numerose associazioni gay hanno definito tale decisione un "passo nella giusta direzione" e secondo il portavoce di una associazione che si batte contro l'omofobia intervenuto alla radio anche l'Oms, l'Organizzazione mondiale della Sanita', dovrebbe assumere questa posizione. Personaggi noti come la premio Nobel austriaca per la Letteratura Elfriede Jelinek, il premio Nobel francese per la medicina Luc Montagnier e il parlamentare verde tedesco Daniel Cohn-Bendit hanno aderito all'appello lanciato dal quotidiano 'Le Monde' contro l'omofobia.